dopamina e alcol

Dopamina e alcol

L’alcol è una sostanza psicoattiva che si assume solitamente a scopo ricreazionale, per aumentare e migliorare i rapporti sociali, privarsi delle inibizioni e sperimentare una sensazione di rilassamento e di perdita di controllo.

Per questi motivi, l’alcol può considerarsi al pari di altre sostanze di abuso, che alcuni individui assumono compulsivamente allo scopo di sfruttarne gli effetti disinibitori.

Diversamente dalle droghe l’alcol non possiede un proprio recettore cerebrale cui legarsi, ma agisce comunque sulle cellule del cervello che sono sensibili alla sua azione.

I fenomeni che portano alla comparsa dell’alcolismo, ovvero la dipendenza e la tolleranza, rappresentano il risultato dell’azione continuata di alte dosi di alcol su alcuni sistemi di neurotrasmettitori, che cercano di adattarsi a tale sostanza.

L’alcol ha come azione principale quella di deprimere il sistema nervoso centrale inibendo l’attività sinaptica neuronale e mostrando alcuni effetti simili a quelli di farmaci come le benzodiazepine ed i barbiturici.

Il sistema dopaminergico è uno dei principali che si attivano in risposta agli stimoli fisiologici, alle droghe d’abuso ed all’alcol. I neuroni del sistema dopaminergico agiscono soprattutto sul sistema limbico e nella corteccia frontale.

L’alcol interagisce con i canali ionici del cloro e del calcio presenti sulla membrana cellulare ed attiva i neuroni del sistema dopaminergico (o più probabilmente, come suggeriscono alcuni studi, inibisce la funzionalità dei neuroni GABAergici che sono deputati a loro volta all’inibizione dei dopaminergici) provocando il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore responsabile delle sensazioni di piacere e gratificazione e coinvolto nel comportamento motivato.

Quando l’alcol non è disponibile, i neuroni rilasciano meno dopamina e viene a cessare lo stimolo gratificante, spingendo l’individuo ad assumere nuovamente alcol per riprodurre la sensazione piacevole; ciò causa il ripetersi del comportamento e quindi l’insorgere della dipendenza e di assuefazione (meccanismo di desensibilizzazione neuronale, per cui sono necessarie dosi sempre più alte di sostanza per ottenere lo stesso effetto).

Numerosi studi, come quello svolto dall’Università canadese McGill, hanno reso noto che il percorso che porta una persona a diventare alcolista dipende da tratti comportamentali, dalla personalità ed anche da alcune caratteristiche biologiche e genetiche.

Le differenze individuali come è ovvio influenzano il comportamento ed è stato osservato che le persone che rilasciano quantità importanti di dopamina durante il consumo di alcol sono più a rischio di sviluppare dipendenza.

Stimolando i centri cerebrali coinvolti nella gratificazione e nel meccanismo di ricompensa, la dopamina spinge il soggetto ad assumere sostanze per aumentarne ancor di più il rilascio; inoltre la mancanza dello stimolo causa un’assenza di neurotrasmettitore che provoca a sua volta una sindrome di astinenza molto spiacevole.

Questo circolo vizioso non si interrompe spontaneamente ed è molto difficile uscirne senza un aiuto esterno.  In particolare esiste l’alcover che costituisce un valido aiuto contro l’alcolismo cronico.

Lo studio ha preso in considerazione 26 giovani bevitori, maschi e femmine, maggiorenni e con meno di 30 anni. Sono stati quindi individuati soggetti a rischio in base alla personalità ed alla loro capacità di reggere quantità elevate di alcol senza risentirne.

Ogni soggetto è stato sottoposto a due PET (tomografia ad emissione di positroni), dopo aver bevuto un succo e dopo aver consumato un drink. Nelle persone a maggior rischio, veniva evidenziata una attività dopaminergica decisamente superiore alla media.

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