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Alcover utilizzato come droga

L’acido gamma-idrossibutirrico (GHB), nome commerciale Alcover, è un noto farmaco sotto forma di sciroppo utilizzato nel trattamento della sindrome da dipendenza da alcolici, grazie alla sua capacità di interagire con i recettori cerebrali GABAergici stimolando il rilascio di neurotrasmettitore inibitorio (GABA) e il rilascio di dopamina, molecola responsabile delle sensazioni piacevoli e di appagamento.

Grazie al rilascio di tali sostanze, il soggetto che assume Alcover sperimenta le stesse sensazioni che prova durante l’assunzione di alcolici, ma senza ricadere nel vizio.

Tuttavia, la capacità di Alcover di indurre sensazioni piacevoli e gratificanti è anche il tallone d’Achille della molecola, in quanto è facile che i soggetti che lo assumono trasferiscano la dipendenza dall’alcol al farmaco.

Inibizione del craving

Per questo motivo Alcover va utilizzato per brevi periodi, al solo scopo di inibire il fenomeno del craving (“abbuffata” compulsiva di alcolici) e per impedire eventuali ricadute. Attualmente il suo uso è limitato a particolari categorie di soggetti alcolisti (non ci deve essere contemporanea assunzione di droghe o sostanze psicoattive) e viene prescritto solo nell’ambito di una terapia motivazionale e psicologica.

Alcover come medicinale non deve essere considerato la soluzione all’abuso di alcol, ma solo uno strumento utile nella fase iniziale della terapia, per contrastare la crisi d’astinenza.

Proprio per la sua capacità di mimare le sensazioni associate all’assunzione di alcol, molti soggetti assumono il GHB come farmaco ricreazionale, ignorandone la pericolosità in caso venga assunto con alcol, benzodiazepine ed altre sostanze deprimenti il sistema nervoso centrale.

Infatti il meccanismo d’azione del GHB è ancora poco noto e anche piccoli incrementi di dosaggio possono causare eventi imprevedibili, amplificandone gli effetti a livello centrale e inibendo i centri del respiro.

Gli effetti del GHB

Gli effetti del GHB utilizzato come droga sono molto complessi: a dosi terapeutiche si ottengono, come già detto, effetti simili a quelli dell’assunzione di alcol (rilassamento, piacere, tranquillità, euforia, tendenza a socializzare, disinibizione, aumento della sensibilità…), ma tra dose terapeutica e dose stupefacente il passo è molto breve e si possono verificare gravi sintomi depressivi con sonnolenza, narcosi, stato comatoso, vomito, convulsioni, depressione respiratoria con possibilità di esito fatale.

Come altri farmaci con azione sul sistema nervoso centrale e come la stragrande maggioranza delle droghe, anche il GHB provoca assuefazione fisica e psicologica, e questo è il motivo principale per cui la sua assunzione è limitata ad alcuni soggetti sotto stretto controllo medico e solo in assenza di valide alternative.

I sintomi dell’astinenza si presentano dopo qualche tempo di assunzione regolare e comprendono insonnia, ansia, tremori, allucinazioni, sudorazione, irritabilità, dolori muscolari ed articolari. I sintomi scompaiono entro 20 giorni, ma non si sa quali siano gli effetti a lungo termine dell’assunzione di GHB.

Droga dello stupro

Il GHB viene definito anche “droga dello stupro“: insapore ed incolore, in alcuni casi è stata aggiunta ai cocktail di ignare ragazze prese di mira da predatori sessuali, grazie alle sue proprietà disinibitorie.

Negli ambienti del fitness professionistico alcuni atleti lo utilizzano come sostanza dopante in quanto agisce come anabolizzante (il meccanismo d’azione non è chiaro, ma potrebbe stimolare la produzione di GH). La facilità di produrre precursori della molecola in laboratori clandestini, grazie al basso costo dei precursori sintetici, non ha fatto che aumentare la diffusione del GHB negli ambienti del narcotraffico.

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